L'influenzavirus A è uno dei principali ceppi virali dell'influenza ed è il più variabile e geneticamente instabile: danno origine ogni anno a “ceppi” influenzali leggermente diversi da quelli precedenti, e ogni dieci anni danno vita a “ceppi” completamente diversi. Esso ne approfitta trovando la popolazione non immunizzata e questo potrebbe essere causa di una epidemia o di una pandemia.
I virus del tipo A sono i patogeni più virulenti nell'uomo e causano le malattie più gravi.A seconda delle glicoproteine di superficie, il virus A si suddivide in sottotipi. Si conoscono 15 sottotipi di emoagglutinina (da H1 a H15) e 9 sottotipi di neuraminidasi (da N1 a N9). Tutti i sottotipi sono stati ritrovati nelle specie aviarie, mentre l’uomo e altri animali ospitano solo alcuni sottotipi: ciò significa che sono gli uccelli i serbatoi naturali del virus A. In particolare i volatili acquatici selvatici sono ospiti naturali per una grande varietà di virus di tipo A, che occasionalmente sono trasmessi alle altre specie e potrebbero essere la causa di focolai devastanti nel pollame domestico oppure di pandemie nell'uomo.
Le pandemie del 1918-19 (spagnola, causata dal sottotipo H1N1), 1957-58 (asiatica, causata dal sottotipo H2N2) e 1968-69 (Hong Kong, sottotipo H3N2) sono state effetto di un rimescolamento antigenico di virus aviari e umani, ma la trasmissione di un virus aviario all’uomo può causare una malattia grave anche senza rimescolamento (ad es. il focolaio avvenuto nel 1997 a Hong Kong a causa del virus A/H5N1). Fortunatamente questo sottotipo non riuscì a rimescolarsi e ad acquisire la capacità di trasmettersi da uomo a uomo.


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